L'inquinamento ondoso: Venezia

La prospettiva di crescita del traffico per vie d’acqua porta con se problemi che necessitano di essere affrontati con impegno ed urgenza. Fra questi assume particolare rilevanza il problema del moto ondoso.

Uno degli esempi più importanti è Venezia, con una numero elevatissimo di imbarcazioni a motore in transito quotidianamente. La laguna con il suo ecosistema ha la necessità di essere protetta dalla pressione delle onde. Stesso diritto alla salvaguardia spetta alle fondazioni delle costruzioni sui canali più densamente trafficati.

Questo tipo di inquinamento, con la sua azione continua e diffusa, è responsabile dei processi di alterazione morfologica dell’ecosistema e della struttura edilizia della città. 

Venezia deve essere protetta così come molte altre aree di interesse naturalistico e architettonico interessate dal traffico. Interessate dalla navigazione in tutto il continente.

Opera viva e resistenza d'onda

La resistenza al moto di una imbarcazione dipende da due principali fenomeni.

Il primo si origina a causa dell'attrito dell'acqua contro la superficie della carena ed è detto resistenza d'attrito. E’ possibile ridurre questa componente intervenendo sul grado di finitura delle superfici immerse.

Il secondo è dovuto all’inevitabile spostamento d’acqua prodotto dall’imbarcazione durante il suo avanzamento ed è detto resistenza d’onda. In altre parole la resistenza d’onda è dovuta all’energia che la nave deve spendere per la creazione di un campo ondoso a causa del moto relativo tra l’acqua e lo scafo.

Il moto ondoso prodotto trasferisce la sua energia sulle strutture costruite in prossimità degli argini e sugli argini stessi. Per preservare le coste e le costruzioni da questo particolare tipo di inquinamento, sono necessarie onerose infrastrutture di contenimento.

Un modo per ridurre tale resistenza consiste nell’ottimizzare il profilo geometrico immerso. Ciò richiede molti sforzi in termini di investimento ma garantisce al mezzo maggiore ecosostenibilità durante la navigazione a vantaggio dell’ambiente e dei consumi.

La soluzione di Econboard

Econboard ha effettuato approfonditi studi sulle proprie carene, mediante test in vasca navale e mediante l’impiego di programmi di simulazioni numerica.

I test sono stati eseguiti presso la vasca navale di Trieste, una struttura riconosciuta a livello internazionale per la conoscenza approfondita dei problemi legati alla navigazione in acque interne.

Il duplice approccio ha permesso di confrontare i risultati della simulazione con quanto ottenuto dalle prove sperimentali.

Il lungo lavoro ha  aiutato il disegno di una carena catamarana i brevettata, in grado di ridurre in maniera consistente la resistenza all'avanzamento rispetto agli scafi catamarani tradizionali e di ridurre la generazione ondogena.

DIANAE e AURORA sono il risultato di tali sforzi.


Ridotto inquinamento acustico

Elevato abbattimento dell'inquinamento acustico

Ridotto inquinamento ed ecocompatibilità

Ridotto inquinamento ed ecocompatibilità

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Manovrabilità aumentata e controllo dell'assetto


La ricerca di Econboard

Gli studi in vasca navale

Econboard ha condotto una campagna di studi in vasca navale a seguito di una serie di proprie analisi numeriche iniziali, una volta assegnate le specifiche del mezzo in relazione a dislocamento, dimensioni, velocità di crociera.

Le prove sono state condotte da esperti riconosciuti a livello internazionale relativamente alle problematiche della navigazione in acque interne.

Gli ottimi risultati ottenuti hanno spinto il team a pianificare ulteriori nuovi affinamenti delle geometrie delle carene Econboard. Tali lavori sono attualmente in corso di ottimizzazione avanzata.