L'inquinamento da idrocarburi

Il rilascio in acqua di carburanti incombusti è una contaminazione conosciuta come “inquinamento da idrocarburi”.

La crescente tecnologia nautica è in grado di limitare tali perdite ma non di annullarle. Il carburante perso in acqua assume la forma di macchie galleggianti che diffondono poi per la corrente sulla superficie.

Allo stesso tempo inizia il processo di evaporazione delle componenti più leggere del materiale inquinante.

Diffusione ed evaporazione contaminano acqua ed atmosfera con gravi conseguenze per l'ambiente.

Occorrono poi molti anni (diverse decine almeno) affinché la natura riesca a liberarsi dagli effetti di questo inquinamento.

La particolare struttura degli idrocarburi incombusti crea varie problematiche.

Impedisce lo scambio gassoso fra aria e acqua; limita la penetrazione della luce in acqua con ripercussioni sull'attività fotosintetica di alghe e vegetali; interagisce con organismi che vivono sull'interfaccia aria/acqua impedendone le normali funzioni vitali.

Una nautica ecocompatibile

E' possibile definire ecocompatibile tutto ciò che è realizzato minimizzando i danni all'ambiente. E' possibile sensibilizzare i diretti della nautica, allo sviluppo e all’utilizzo di mezzi davvero ecocompatibili. Fra le diverse possibilità vi è la sostituzione di propulsori a combustione con propulsori elettrici o l’istallazione di pannelli solari in grado di alimentare parte dei sistemi elettrici di bordo.

Altri modi di operare nel rispetto dell’ambiente anche risparmiando sono l'impiego di carene performanti in in grado di diminuire la potenza richiesta per avanzare con minore emissione di onde o ridurre le emissioni di rumore lavorando sull'insonorizzazione delle zone critiche.

Esistono sempre più numerose zone protette in Italia e nel mondo interdette alla navigazione con mezzi tradizionali e zone che hanno il diritto di conservare intatto il loro meraviglioso equilibrio naturale i maggiori laghi italiani, i fiumi come il Po, la laguna di Venezia sono solo gli esempi più vicini).

Con un nuovo conveniente atteggiamento di rispetto ed una attenta politica nascono atteggiamenti virtuosi che creano condizioni per imbarcazioni a basso impatto ambientale adatte alla navigazione in tali aree e convenienti per i loro costi di gestione.

Le soluzioni di Econboard

Le imbarcazioni Econboard sono motorizzate con propulsori azimutali elettrici ideati, progettati e costruiti dalla società.

La propulsione elettrica rende l’imbarcazione pulita ed economica. La disposizione dei propulsori azimutali, operanti in flusso indisturbato, aumenta l'efficienza di spinta, sempre ottimale per qualsiasi andatura. 

Il sistema è concepito per lavorare senza l'ausilio di sistemi di raffreddamento. Il motore elettrico p posizionato sotto il pelo libero dell'acqua in modo che flusso corrente, a temperatura costante, smaltisca il calore prodotto. Meno energia richiesta ad esclusivo vantaggio dell’ecocompatibilità e dei costi.


Ridotto inquinamento acustico

Elevato abbattimento dell'inquinamento acustico

Ridotta produzione d'onda.

Ridotta resistenza d'avanzamento e limitata onda

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Manovrabilità aumentata e controllo dell'assetto


ECOCOMPATIBILITA' PRIMA DI TUTTO

BUONE RAGIONI A SOSTEGNO DEL TRAFFICO FLUVIALE

Il traffico fluviale ha registrato, negli ultimi anni, una forte crescita. In Italia, nonostante la poco sviluppata rete attuale (circa 300km), si è passati da 100 milioni di tonnellate di merci trasportate nel 2005 a 350 milioni nel 2008.

Esistono molte buone ragioni per supportare sempre di più il traffico fluviale rispetto a quello su gomma. Tali ragioni, in conseguenza dell’ancora grande divario tra l'utilizzo delle due tecnologie, non sempre emergono chiare e distinte.

I consumi. Una chiatta di 1350t di stazza è in grado, pur con una velocità commerciale inferiore, di movimentare l’equivalente del carico di 67 carri merci standard o di una cinquantina di Tir. Per via fluviale il combustibile richiesto è però dell’ordine di 1litro/t/100km, circa un quinto di quanto necessario per il trasporto su gomma.

Per quanto attiene la riduzione delle emissioni, in base a un calcolo energetico corretto, la stessa chiatta contribuisce, per ogni giornata di esercizio, a ridurre le emissioni in atmosfera (a parità di merci trasportate) in ragione di 8000kg di CO2, 10,8kg di HC (idrocarburi incombusti) ed 1,8kg di frazione di PM10 (polveri sottili). Ancora, le grandi superfici delle imbarcazioni, usate per coprire e proteggere i carichi trasportati, possono essere allestite con pannelli solari per l’alimentazione dei sistemi di bordo riducendo così i consumi indiretti.

L’inquinamento acustico. La navigazione fluviale è infatti estremamente poco rumorosa rispetto al trasporto su gomma. Questa caratteristica, grazie alle basse velocità (6-8nodi) conseguenti alle grandi masse in movimento, favorisce la possibilità di individuare aree di rispetto a margine delle vie navigabili, da riservare alla flora e alla fauna locale.

Inquinamento luminoso. Infatti, contrariamente al trasporto su gomma che fa uso di dispendiose luci di via, il trasporto fluviale necessita di un modesto impiego si segnalazioni luminose a completo vantaggio dell’ecocompatibilità.

Con riferimento ad una istantanea della situazione nel 2011, il trasporto fluviale in Italia rappresenta ancora solo circa l’1% del totale, a fronte del 42% in Olanda, del 18,5% in Austria, del 15% in Francia e del 14% in Germania. Esistono margini di razionalizzazione e miglioramento impressionanti, con benefici per l’ambiente e per i consumi di petrolio, oltre naturalmente a grandissime opportunità di sviluppo turistico ecosostenibile.

(dati raccolti dalla rivista tecnico scientifica "SILVAE" del corpo forestale dello stato)